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Nils News


Archivio news

16/10/2006

 

MCM DAY Iscrizione online
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10/10/2006

 

FIERA INTER MOUNTAIN 2006
In ottica di allargamento della presenza sui mercati dell’Europa centrale ed orientale Nils Italia ha partecipato per la prima volta alla fiera Inter Mountain 2006 che si è svolta a Spindleruv Mlyn in Repubblica Ceca dal 3 al 4 di ottobre 2006. Si tratta di una fiera di riferimento per il settore invernale. Nostra partecipazione è stata concordata ed organizzata in collaborazione con il ns. partner locale la So-Wi Technologies (www.sowi.cz). Oltre al nostro stand abbiamo avuto anche uno spazio espositivo presso lo stand della ditta Michalek che è un produttore locale degli impianti di risalita. La ditta Michalek s.r.o. ha testato con successo ns. art. ATOMIC RH ed ha deciso di applicarlo come primo riempimento nei loro impianti. Il numero degli visitatori così come l’estensione della fiera non è paragonabile a quella di Bolzano o Innsbruck ma rimane il fatto che questa fiera è il riferimento per i mercati della Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia. L’Inter Mountain 2006 è un passo importante verso la ns. presenza stabile sui mercati dei 3 paesi menzionati. Inoltre in tutti e 3 sono già operativi ns. distributori locali che rendono ns. prodotto facilmente accessibile al cliente finale locale.

 
10/09/2006

 

Presentazione Nils in Polonia settembre 2006
Insieme al nostro partner in Polonia, la Servo Cool Wroclaw, abbiamo organizzato una presentazione del sistema di pulizia e lubrificazione della fune che la Nils Italia S.r.l. offre ai propri clienti del settore invernale. La presentazione si è svolta nelle giornate di 4 e 5 di settembre 2006 in due località sciistiche polacche Szczyrk e Bialka Tatranska. In entrambe le località è stato scelto un impianto di risalita (un Grafer a Szczyrk ed un Doppelmayr a Bialka Tatranska) dove è stata effettuata prima la pulizia della fune e poi la lubrificazione. In generale possiamo affermare che entrambe le giornate sono state organizzate molto bene. Gli inviti sono stati inviati a tutti centri invernali circostanti e di solito si sono presentati gestori (o proprietari degli impianti) accompagnati dai tecnici ed operatori. Inoltre sono stati presenti anche alcune organizzazioni statali interessate nel settore. Le condizioni meteo erano ottimali con una giornata di vento moderato e temperatura piacevole di 20°C, questo contribuiva soprattutto nella lubrificazione della fune all’evaporazione del solvente e creazione in poco tempo di un tenace e protettivo film lubrificante su tutta la fune. Per la lubrificazione della fune è stato utilizzato ns. art. Lurop sviluppato proprio per questo utilizzo (è stata testata la sua compatibilità con parti in gomma e plastica maggiormente utilizzati negli impianti di risalita ed inoltre questo articolo non si accumula sulle rulliere e non gocciola) Non possiamo tralasciare il fatto che il tecnico della Servo Cool Wroclaw dopo il training svolto presso la nostra sede è diventato molto bravo ad utilizzare sia l’impianto di pulizia fune che quello per la lubrificazione. Questo ha naturalmente lasciato ottima impressione sul pubblico presente e sicuramente aiuterà nell’offerta di questo servizio in Polonia. Dopo l’azione stessa è stato organizzato un pranzo per tutti i partecipanti e nel pomeriggio è seguita la presentazione degli articoli Nils dedicati al settore invernale. Entrambe le giornate sono state accolte molto bene dagli operatori gettando così le basi per un futuro sviluppo del marchio Nils in Polonia.

 
9/03/2006

 

LA GIUNGLA DEI BIODEGRADABILI
Una moderna gestione aziendale impone la necessità di una accorta politica ambientale a partire da una completa analisi degli impatti sull'eco-sistema fino alla definizione ed attuazione di una specifico “Sistema di gestione ambientale”. Con questa consapevolezza Nils Italia ha ottenuto la certificazione ISO 14001 tra le prime in Italia già nel 1999 e propone una vasta gamma di lubrificanti biodegradabili per offrire ad altre realtà industriali la possibilità di coniugare rispetto ambientale con qualità di prodotto. Nel campo dei lubrificanti biodegradabili questo tipo di discorso risulta relativamente difficile da proporre per la presenza di una moltitudine di prodotti di scarsissima qualità ma molto economici, nonché l’assenza di specifiche internazionalmente riconosciute e per la cronica ignoranza degli operatori e utilizzatori presenti sul mercato. Dietro la definizione “lubrificante biodegradabile” si nasconde infatti una giungla in cui risulta molto difficile districarsi. I prodotti di questo tipo hanno come base i cosiddetti “esteri”. Sono sostanze che chimicamente hanno un ottimo potere lubrificante in quanto dotate di una cosiddetta “testa polare” che, come un piccolo magnete, aderisce molto tenacemente alle superfici metalliche garantendo il velo lubrificante. Gli esteri hanno inoltre un intervallo di temperature di utilizzo molto vasto, in quanto possiedono un basso punto di scorrimento e un alto punto di infiammabilità. Come ogni cosa, anche queste sostanze hanno dei punti deboli: a tal riguardo bisogna tuttavia distinguere tra esteri di origine vegetale e esteri sintetici. Gli esteri vegetali hanno la struttura tipica dei trigliceridi (si, come quelli del nostro sangue!) e sono prodotti a partire da tipiche piante quali la colza, i girasoli, ecc. Viceversa gli esteri sintetici sono prodotti derivanti dagli idrocarburi e precisamente dalla reazione tra un acido grasso e un alcol. Tutto così semplice?? Ovviamente no! Perchè? Perchè per esteri “sintetici” vengono spacciati anche tutta una serie di prodotti che letteralmente di sintesi non sarebbero. L’acido grasso che viene utilizzato per produrli non è infatti di derivazione dal petrolio come ci si aspetterebbe ma viene ottenuto dalla spremitura di semi e piante varie e quindi è vegetale. Quello che ne deriva è un prodotto ibrido, di prezzo e di qualità inferiore a un sintetico puro, ma che viene spacciato come tale in assenza di normative chiare in materia. Perchè la qualità dei prodotti di origine vegetale è inferiore? Molti ricordano ancora le prime devastanti esperienze con i prodotti biodegradabili vegetali utilizzati negli impianti idraulici: dopo poco tempo si formavano delle morchie dure e resistenti che dovevano essere rimosse meccanicamente. Gli esteri contengono infatti dei punti deboli nella loro cosiddetta coda che si snoda dalla testa. Si tratta delle cosiddette “insaturazioni”, ovvero degli anelli deboli della molecola, che possono essere facilmente aggrediti da vari elementi: fondamentalmente il calore (quindi limitazioni sulla stabilità termica), l’ossigeno dell’aria (ossidazione, invecchiamento del prodotto e formazione di morchie) e non da ultimo l’acqua (idrolisi e rottura della molecola, morchie). Ebbene, il numero di queste “insaturazioni” è molto elevato negli esteri vegetali, mentre è minimo in quelli sintetici. Tutta quella gamma di prodotti che invece viene definita “sintetica” ma è in realtà “ibrida” ha un numero che è intermedio tra questi due estremi. Il parametro che può discriminare questi tre gruppi è quello denominato ”Numero di iodio”. E’ un parametro chimico che ha un valore tipico intorno a 100 per gli esteri vegetali, circa 70-80 per quelli “ibridi” e poco più di 0 per quelli realmente sintetici. Nils Italia persegue da anni la via della qualità e dei prodotti ad alto rendimento anche in questo settore, prima con l’olio Terra ora con Antares ES. A titolo di esempio il numero di iodio del ns. prodotto è inferiore a 3. Per tale motivo a livello aziendale si sta cercando di sensibilizzare i maggiori enti interessati a questo discorso (ad esempio i produttori di energia elettrica) affinché vi sia una presa di coscienza su quale è effettivamente l’offerta in questo settore e non sia solo il prezzo l’unica discriminante nell’acquisto di un prodotto biodegradabile.